Lembos

Spettacolo

Lembos

C’è in questo lavoro per corpi, fantocci e maschere, una tensione tra le molteplici sfaccettature del cuore, che
costringe ad ammettere la nostra frammentarietà e a ripetere continuamente l’esperienza della mancanza, della perdita
della dipendenza, della nostra infinitezza.
La confusione del corpo (corpo del fantoccio, corpo del manipolatore, corpo del personaggio) è frutto di un’intrinseca pluralità indivisibile. La pelle si crepa e i confini tra il mio corpo e questi oggetti, miei partner di scena, si fanno fluidi.
Il nuovo corpo ibrido vive di un continuo movimento di autocostruzione e distruzione interna, ribadendo il naturale
spostamento d’identità dell’essere umano. Si tratta di rivivere in un lasso di tempo piuttosto breve diverse nascite e morti ravvicinate. L’impressione è quella di una bambina che gioca sola con i suoi pupazzi nella stanzetta, probabilmente è figlia unica. Bene, io mi sento come questa piccina che dà la voce a tutti i sui pupazzi, di uno ne prende le sembianze, poi si distacca e ci parla un po’ a tu per tu, prende il corpo di un altro, li fa parlare un po’ tra loro, poi c’è qualcun altro che arriva e così via…
La mia preoccupazione era di avere a che fare con l’inesistente, fino al momento in cui ho realizzato, invece,
di giocare con l’invisibile.
Questi esseri rivelano una vita che fino a quel momento non era manifesta. Punto di passaggio tra il visibile e
l’invisibile, si volgono per un attimo cuore e sguardo verso la dimensione magica dell’Altrove. La condizione di partenza di maschere e fantocci è quella di oggetti inanimati, è questa condizione necessaria, che consente la vita. Essi contengono la dualità tra vita e morte: sono corpi oltre la vita, già morti o continuamente moribondi. Sono i fantasmi del corpo!

Questi fantocci sono figure evocative, creature leggere, che a volte mi lasciano senza volto, perdo i miei occhi eppure posso vedere molte cose.

Amalia Franco
Attrice e Performer

 

CON AMALIA FRANCO
REGIA ALBERTO CACOPARDI

MANONUDA – MOGLIANO VENETO (TV) – TARANTO

30-31 OTTOBRE 2015
TEATRO BRAVÒ DI BARI

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