L’ONOREVOLE

Spettacolo

L’ONOREVOLE

L’Onorevole è un politico di esperienza, ha grande rispetto delle istituzioni e delle regole, è animato da profonda etica professionale ed esercita con responsabilità il suo ruolo di segretario del più grande partito del Paese. È al culmine della sua carriera e sa di avere un ruolo da protagonista in questo momento storico: l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
L’Onorevole sa cos’è la ragion di Stato e qual è il suo dovere istituzionale, si muove con prudenza fra i banchi del Parlamento, convinto che il Paese gli chieda una soluzione condivisa in vista dell’imminente seconda votazione e dopo il “nulla di fatto” della prima.
L’Onorevole è però anche un uomo che ha una moglie che non ha voluto seguirlo a Roma e che ha preferito rimanere in disparte, non comparire al suo fianco, perché impreparata rispetto al ruolo pubblico di first lady. Sua moglie lo osserva da lontano, lo aspetta a casa, in quella provincia da dove entrambi provengono, lo vede più in televisione che dal vivo, ma lo conosce da sempre e si fida di lui. Tra loro c’è un tacito accordo: nessuna interferenza da parte di
lei nella vita politica di lui. Ma a poche ore da quello che potrebbe essere un cambiamento storico nella vita di un’intera nazione, sua
moglie piomba a Roma senza preavviso e l’Onorevole si trova inaspettatamente a chiedersi quale sia il bene del Paese e se esiste il bene assoluto, o se questo non coincida semplicemente con la volontà dei più.
Alle volte mi sembra che ci sia, e in questi ultimi strani tempi ancor di più, la ricerca del capro espiatorio. Qualcuno a cui dare la responsabilità, la colpa, di tutto. Dall’inquinamento, al degrado sociale, al “perché non esiste più la musica di una volta?”… Come se veramente per qualcuno fosse “tranquillizzante” trovare il responsabile, il cattivo, il “ceppo 1” da cui estrarre il male… Come se fossimo tutti dei bambini che giocano ad “eroi e vittime” e a turno ci pungiamo con un fuso (che, bada bene, ci avevan detto da diciotto anni di non toccare) e dormiamo (per colpa degli “altri”?) per cento anni, mentre altri fanno finta di venirci a salvare…
“L’Onorevole” è questo: il giochino che potrebbe svelare i responsabili delle cattiverie sociali, che comicamente e sicuramente se ne vendica, ma che drammaticamente porta alla luce l’unica realtà: siamo tutti indistintamente dentro la responsabilità, siamo tutti indistintamente portatori sani di una soluzione.

 

 

Con Michele Cipriani e Arianna Gambaccini
Regia Michele Cipriani e Arianna Gambaccini
Produzione KILKOA TEATRO GIOVINAZZO (BA)